Essendo appassionata di occhiali da sole e avendo perso i miei Donna Karan, ultimo adorato acquisto post estivo in tema, h
o una scusa buona per comprare un nuovo paio di lenti. Comprare, insomma, che parolone. Sognare di comprare... Quando poi qualcuno a caso si deciderà a pagare... E non un solo arretrato....
Ma siccome nei sogni non bisogna limitarsi, la mia scelta ricade su questi due modelli: Belstaff a sinistra e Pucci. Consigli estetici, suggerimenti, commenti sono graditi. Ma poi a scelta fatta, da me, ditemi solo che sono stupendi...

"L'arte non ci insegna nulla,
salvo il significato della vita"
Henry Miller
Mi sento bene. Alla faccia di una settimana di merda, l'ennesima, in cui ho buttato sei giorni della mia vita nel cesso. Però, mi sento bene. Nonostante navighi nella merda di una vita vissuta a lavorare per una causa che non riconosco più, che mi annoia, che serve solo il signor padrone. E nonostante lo faccia a gratis. Mi sento bene. Perché ho scoperto spazi di individualità che non mi ero mai concessa. Sì, mi sento bene e lo rivendico. Alla faccia del collega cerebroleso che forse intuendo o leggendo le righe di questa improvvisata discarica emotiva, usa parole sagge per relegarmi al ruolo della madreegoistachenonsenefottenientedellasuaprole. Già perché il de cuius, a cui raccontavo di qualche disagio vissuto dalla mia mediana, mi ha risposto prevedendo per lei un futuro da bulletto di quartiere. "Perché i disagi che vivono quando sono bambini si ripercuotono nella loro vita da adolescenti". Che bella lezione da uno che al più al figlio, quando faceva i capricci, era capace di dire: "Vedi che ti mando all'asilo", datosi che il piccolo mostrava evidenti insofferenze all'agire in società.
Allora, mi sento bene. Perché quest'anno che dedico all'egoismo, miei cari sapientoni, mi serve per un motivo fondamentale: a vivere. E non morire. Vivere e non sentirmi schiacciata da obblighi che sì, mi sono presa ma che rischiano di inaridirmi. Vivere bene. Con leggerezza. Arrivare a casa e vederli i miei picciuttenni che mi guardano e mi riconoscono. Perché quando mi alzo la notte perché piangono, loro mi "sentono". Riconoscono le mie braccia, la sicurezza che gli dà essere coccolati da me. Lo rivendico e me ne vanto.
E quindi sto bene. Troppo bene...
La cosa va più o meno così: il gioco dei messaggini comincia per caso. Per un’informazione, prima, uno scherzo, dopo. E via….
Lo scambio di sms si infittisce di giovedì sera. Un giovedì sera di due settimane fa. E diventa molto più che uno scambio. Una tempesta di domande e risposte. Di colpi assestati e ricevuti. Una gara. Una sfida. A chi la spunta, a chi resiste. Il tono cambia e diventa via via provocatorio, stimolante, malizioso. Quindi si affaccia la voglia di trasgressione, sfacciata e spudorata, davanti a tutti. E la cosa devo dire è intrigante. Divertente. Eccitante…
Il giovane, del genere 4x4, tra l’altro è uno che non molla. E alla fine ha la sua ricompensa. Un bacio, due, tre…
Vista dal mio punto di vista, però, la cosa perde subito appeal. E il motivo è uno solo, checchè me ne dica: Mr Big.
Cazzo, il giovane del genere 4x4 mi baciava e pensavo a Mr Big a come mi aveva baciata lui. A come mi era piaciuto e a come non avevo avuto alcun tipo di disagio, nonostante anche io e Mr Big non fossimo, come dire, logisticamente in un luogo ideale per scambiarci baci. Allora: tutta la manfrina sull’approccio maschile al divertimento che più divertimento non è, vale a dire questo benedetto sesso, va a farsi fottere. “Non preoccuparti – commenta la femminona Caos (che si offende perché “caosmogonia è tutta un’altra cosa”) – succede la prima, la seconda, la terza, la quarta volta. Poi non ci pensi più”.
Quindi mi tocca la stessa tristezza per almeno quattro volte????
Stanca. Stancachepiùstancasipuò. Basterà solo l'ennesima giornata di merda in una settimana di merda (ma poi non troppo almeno da altri punti di (s)vista) per crollare definitivamente. Basterà vedere la faccia di cazzo di una imbecille che ha messo se stessa e la sorella al centro di un mondo grande quanto uno spillo. E basterà vedere la faccia violacea di cazzo di un uomo senza palle (tanto che ha sempre l'esigenza di toccarsele per capire se sono materialmente al loro posto... forse un po' più giù) che non è in grado di dire pane al pane e vino al vino. Ovvero di ufficializzare che:
1) Il principio e la fine di ogni male è suo solo suo perché nell'ordine:
non ha chiarezza sufficiente per capire ciò che vuole e ciò che è più giusto per la sua creatura. In ogni senso: nella gestione, nella direzione, nella distribuzione, nella stampa, nella convenienza economica. Insomma un imbecille pericoloso messo al posto sbagliato.
non ha stoffa sufficiente per comprendere che alcune incombenze si delegano a persone competenti. In tutti i settori, manageriali, amministrativi, direzionali
non ha palle abbastanza per ammettere che la sua impresa è davvero un'impresa ma per chi, nonostante tutto, ci lavora pervicacemente convinto di doversi intestare una battaglia che non è più sua.
2) è troppo ladro per capire che il suo lavoro amici non troverà mai perché non sa decidere....
E vaffanculo
Ah, buongiorno......
Scrivo da giorni, obbligata da un fluire di eventi che rischiano di travolgermi. Scrivo su un documento vuoto di word e rispondo con scioltezza alla domanda di chi mi chiede: "Ma dove stai appuntando?".
"Sul Pc, ovviamente". Un popolo di internauti colpiti da rigurgiti emozionali, all'improvviso mi travolge e anch'io ho, da oggi, la mia discarica emotiva sul web. Anche perché, diciamocelo, ne avevo bisogno. Come avevo bisogno di amiche con cui confrontarmi su temi, esigenze, desideri, sfoghi che ho tenuto per tanto tempo dentro me stessa. Quelle amiche, loro malgrado, le ho trovate. Scelte a forza e inserite nella mia personalissima lista. Sperando che possa valere anche per loro...
Quindi, questo, è il mio primo post.
P.S. qualcosa è già nel mio archivio alla cartella "Improprie divagazioni".